ELENA ULIANA ARTENIMA Bio e Le Opere Portali



“L’arte non è l’inutile creazione di cose che svaniscono nel vuoto, ma è una forza che ha un fine, e deve servire allo sviluppo e all’affinamento dell’anima.”

Wassily Kandinsky

Mi chiamo

ELENA ULIANA

e il senso di ciò che creo è


 

ARTENIMA  ovvero ARTE+ANIMA poiché ogni opera è concepita come testimonianza di una forza invisibile, una Porta aperta verso un Mondo Altro: visionario, onirico, simbolico, inconscio. Sono opere che nascono da esperienze visionarie che sono sorte e sorgono in me in determinati momenti di particolare connessione, concentrazione, meditazione. Questi momenti esperienziali intensi mi hanno dato l’opportunità di vivere la presenza di una potenza, di una forza, di un Amore che è parte integrante del nostro Essere. Questi “momenti sacri” mi hanno portato alla comprensione del fatto che siamo Oltre. Quando però si ritorna alla routine, oppure alla frenesia della nostra vita è facile dimenticarsi degli insegnamenti, non solo di quelli teorici, ma soprattutto di quelli esperienziali, perché quando sono stati dati non c’era mente e invece nella vita di tutti i giorni la nostra mente la fa da padrone.
Così accade quando sogniamo; se una volta svegli non scriviamo subito i sogni fatti questi come una nuvola di vapore se ne vanno e con essi anche il ricordo di ciò che poteva essere molto importante per noi, per la conoscenza di noi stessi. Ho sentito in me allora l’esigenza di tradurre in immagini la comprensione e gli insegnamenti, i messaggi, le intuizioni, per fissarle come in un diario, un diario fatto di immagini, di simboli, un Diario Prezioso fatto per ricordare sempre la nostra unicità, la nostra inesauribile capacità di mutamento, di evoluzione.
Un Diario Immaginale che diventa Portale. Passaggio, Varco verso l’inesprimibile, l’inafferrabile, l’Altro, il Non… Verso la silenziosa potenza che sento permeare tutto il nostro Essere.

QUALCOSA DI ME

Mi chiamo Elena Uliana e nasco a Vittorio Veneto in provincia di Treviso il 10-07-1985. Durante l’infanzia i viaggi e le visite nei musei e nelle chiese d’Europa formano il mio inconscio figurativo. Dopo la maturità Classica ho viaggiato e abitato in Germania e Olanda, viaggi che mi hanno permesso di approfondire la conoscenza degli artisti tedeschi e fiamminghi che amo particolarmente. Conseguo successivamente la Laurea in Lettere Moderne presso l’Università Statale di Milano con una tesi Latina sull’ultimo Libro dell’Asino d’Oro di Apuleio, e in particolare sull’Iniziazione Isiaca.

La propensione allo studio delle tradizioni iniziatiche, del potere delle immagini e dei simboli diviene totalmente consapevole durante e dopo un intenso percorso interiore, percorso che mi ha permesso di affrontare, portando alla coscienza, eventi inconsci che condizionavano e bloccavano la mia energia e la mia vita. Man mano che affrontavo le Ombre queste perdevano la loro carica, il loro potere su di me, facendomi percepire un’energia che non avevo mai sentito prima poiché repressa, inascoltata, sepolta, facendomi riallineare con i miei desideri, con le mie propensioni e reali necessità con coerenza di pensiero, emozione e azione.

Questo risveglio non ha solo restituito forza e coerenza al mio essere psichico e al mio corpo fisico ma ha anche risvegliato una potenza creativa che ho sempre sentito fin da bambina. Potenza creativa che era il mio passepartout di bambina verso un mondo atemporale multicolore straordinariamente più appagante della vita che vedevo al di fuori. Entrarci era Vivere la Vera Vita!

Passepartout che aveva perso il suo potere di aprire il Portale perché una corazza di mattoni si era interposta a ostruire il passaggio, muraglia che ho abbattuto dopo un lungo percorso. Ho reiniziato a dipingere proprio dopo quel riavvenuto contatto, comprendendo allora il valore sacro della creazione. La meditazione, lo studio delle tradizioni orientali, della psicologia, degli emblemi, dei simboli alchemici e la costante ricerca delle dinamiche nascoste nell’esistenza, delle connessioni micro-macro cosmiche, contraddistinguono e approfondiscono la mia ricerca. La sperimentazione e lo studio delle tecniche espressive più adatte alla traduzione delle visioni e intuizioni interiori è stata una conseguenza, individuando e combinando ciò che era più congeniale alla resa visibile di ciò che non lo è. Di seguito mi sono iscritta alla facoltà di Storia delle Arti e Conservazione dei Beni Artistici presso l’Università Cà Foscari di Venezia, corso di studi che sto concludendo e che mi è sembrato il naturale coronamento del percorso.

In questi ultimi anni numerosi sono stati gli eventi, le collettive e le personali, le conferenze e le performance in cui sono stata coinvolta, anche in ambito ospedaliero e universitario, scandagliando il rapporto tra arte e terapia.

Attività Espositive

A tal riguardo nel 2017 è iniziata la collaborazione con il fisico ricercatore Michel Nederlof, collaborazione nata dalla comprensione del profondo legame tra la mia ricerca espressiva e il metodo scientifico usato dal fisico stesso. Da questo incontro stanno nascendo le opere che daranno vita alla mia personale di settembre CELLULACRUM- SACRED INNER LANDSCAPES presso gli spazi della Galleria Dueunodue, via Galliera 2/b  di Bologna. A cui seguirà un seminario universitario sulla transmedialità a cura della Prof.ssa Viviana Rubichi e del Prof. Domenico Morreale a ottobre a Roma.

Cellulacrum Project

LE OPERE PORTALI

Perché Opere Portali? Perché ogni opera è concepita come un Passaggio, un passaggio da una dimensione all’altra. Dalla Superficie alla Profondità. Dall’Apparenza all’Essenza. Dal Profano al Sacro. Passaggio che prevede un percorso. Un viaggio. Un viaggio verso la Porta del Tempio, attraverso la sua Apertura ed Entrata. Come può essere narrato il viaggio e come in una singola opera si può rappresentare questo passaggio tra mondo esterno e mondo interno? Per ottenere questo intento mi avvalgo prevalentemente di due mezzi:

  1.  LE IMMAGINI SIMBOLICHE: utilizzo immagini simboliche combinate insieme in modo che ogni forma crei qualcos’altro e sia connessa in modo coerente e significante.
  2. LA VISIONE ALLA LUCE E AL BUIO:costruisco le Opere in modo che possano essere viste in modo diverso alla luce e al buio. Sono opere pensate per essere viste dapprima alla luce per poi, chiudendo le luci e attraverso l’utilizzo delle luci di wood, cambiare e svelare la complessa profondità nascosta. La visione alla luce rappresenta la Superficie:  è come trovarsi davanti alla soglia del Tempio. La visione al buio la Profondità, L’Entrata. Al Buio significa entrare e fare esperienza dell’interno. Solo con questo passaggio l’opera diventa Portale effettivo. La visione al buio è quindi l’Inconscio svelato; la potenza celata; la spirito che anima la materia. Questo passaggio riproduce in qualche modo il cambiamento di stato di coscienza che mi investe in meditazione profonda. Riproponendone l’esperienza l’opera diventa esperienziale essa stessa.

I Portali sono caratterizzati, nella loro diversità, da delle costanti o delle pseudo costanti: l’USO DI SIMBOLI appartenenti a varie tradizioni; la VISIONE ALLA LUCE E AL BUIO, la STRATIFICAZIONE DI IMMAGINI e l’USO DELL’ANALOGIA; la SIMMETRIA IMPERFETTA; la GEOMETRIA SACRA; la figura del FEMMINILE SOLARE;

I SIMBOLI

Il simbolo per la sua capacità di sintesi pregna di significato è lo strumento privilegiato per veicolare contenuti complessi legati alla percezione ed evoluzione interiore. Archetipi, simboli antichi appartenenti alle più svariate culture e tradizioni si intrecciano e creano uno spazio di continue risonanze. Innumerevoli poi sono i simboli legati al concetto di soglia, gli animali totemici, Guardiani della Soglia che emergono sia nella visione alla luce che nella visione al buio. Tutto è collegato: nessuna forma, nessun simbolo è fine a se stesso, ma crea qualcos’altro. Quando avviene l’intuizione, esperienza di visione chiara ed esperienziale, tutto è presente e perfetto a vari livelli stratificati ma contemporaneamente presenti, livelli che nella loro contemporaneità formano il Tutto. Come vedrete la mia opera di traduzione di queste intuizioni segue lo stesso principio. Le forme creano simboli, sovrapposti e interdipendenti in una stratificazione, in una sorta di cipolla di strati dove gli uni creano gli altri, interdipendenza dove tutto è correlato e comunicante per esprimere coerentemente la molteplicità che crea l’Unità.  Come se si entrasse a poco a poco all’interno di un Tempio, attraverso innumerevoli porte che conducono ad un luogo segreto nel Centro.

LA SIMMETRIA

L’adozione della struttura simmetrica nasce sotto la suggestione della musica binaurale, seguendo il principio della simmetria tra gli emisferi cerebrali e la loro possibilità di sincronizzazione. Generalmente le opere che creo non hanno una simmetria perfetta, ma come per la musica binaurale, presentano leggerissime differenze tra la parte destra e la parte sinistra, differenze che il cervello tende a colmare.

LA GEOMETRIA SACRA

Ogni opera è costruita come una sorta di Tempio, di Cattedrale, con particolari e significanti riferimenti Geometrici.

LA FIGURA DEL FEMMINILE

La figura femminile con le sue forme sinuose che si intrecciano crea simboli: geometrici, numerici, animali, floreali; simboli che a loro volta ne creano altri. Il Femminile non è sempre palese, ma anche quando non è direttamente espresso appare sotto forma di altre immagini che rimandano a questa Potenza.

Perché proprio questa presenza così potente del Femminile e perché è proprio il Femminile a creare i Simboli? Il Femminile per me è la rappresentazione della capacità intuitiva che ognuno di noi possiede, quella capacità di  sentire, accogliere trasformando. Capacità di orientamento e comprensione diretta non mediata dalla mente. Il Femminile incarna la potenza creativa, trasformativa, metamorfica della Vita, le forme sinuose e avvolgenti permettono la creazione da esse di altri mondi, sono motori di generazione. Il Femminile protegge e custodisce la Vita e può essere veicolo verso il Sacro.

Si vedano in particolare OPEN THE DOOR, GRANDE 8 e KALEIDOSCOPE.

NOVITA’ PER IL 2018

Oltre alle particolarà appena descritte, le opere che stanno prendendo forma in quest’anno conterranno delle novità: l’utilizzo delle immagini di CELLULE E TESSUTI AL MICROSCOPIO per costruire i simboli e le forme in un mutuo dialogo tra Macro e Micro cosmo; l’utilizzo delle PIETRE NATURALI da sempre usate dall’uomo per i loro influssi.

IL POTERE DELLE IMMAGINI

Prendendo spunto dalle parole pronunciate dal Prof. Mino Gabriele e dalla Prof.ssa Lina Bolzoni in una recente conferenza, che trovano precisa corrispondenza con il mio sentire e con l’intento precipuo del mio lavoro, le immagini nella loro caducità, nella loro contingenza e fragilità hanno il segreto della grandissima e straordinaria efficacia di condurci  oltre se stesse, quindi il relativo, il contingente diventa il veicolo, la scala che, gradino dopo gradino, ci può permettere di raggiungere ciò che non si può definire, l’Irrappresentabile, l’Innominabile. Per quanto un Simbolo, o un insieme di Simboli possa essere spiegabile, definibile a parole, la sua natura sarà sempre sfuggente, misteriosa, enigmatica  e proprio perché la sua natura è contingente, metamorfosatile, trasformabile produce alto nutrimento.

Il bello delle immagini è  la loro capacità di suscitare interpretazioni, le immagini parlano in modi diversi a seconda di chi le guarda, poiché ognuno ha occhi diversi in base a ciò che si porta dentro, in base a ciò di cui si è nutrito nel corso della Vita, di quali colori, suoni, pensieri, emozioni, aspirazioni; occhi diversi in base a quali viaggi,  letture, studi, lavori avrà intrapreso o non intrapreso; occhi diversi in base alla portata di ciò che è latente e inconscio in lui, in base ai traumi, ai genitori, agli amici che ha avuto; occhi diversi in base a quali paure vivono e abitano in lui… in base a quale apertura verso l’ignoto ha, se è alla ricerca, se non lo è… se è fermo o se sta evolvendo e sta scardinando le vecchie costruzioni, se in lui si muove il giudizio o la ricerca. E come disse Augurelli a Bernando Bembo la diversità che ognuno può vedere nelle immagini è più bella delle immagini stesse.

Quello che Amo di quello che faccio è proprio questo: la possibilità di conoscere attraverso l’Arte me stessa, traducendo in immagini esperienze interiori importanti, intuizioni evolutive per me stessa che se non fissate verrebbero reinghiottite nel turbinio della Vita e una volta mostrate, condivise con  gli Altri, arricchirmi attraverso il dialogo, il confronto, l’ascolto. Le opere che cerco di tradurre sono finestre per affacciarci ad un mondo che credo ci riguardi tutti, un mondo di cui tutti siamo alla ricerca, ognuno attraverso tempi e modi diversi. Tutto questo è estremamente potente, stimolante, entusiasmante poiché, come dice Mino Gabriele, accogliere un’immagine dentro di sé, che non si conosceva prima, adattandola, plasmandola e coniugandola con  altre immagini confidenziali, fa si che si arricchisca e nutra il proprio mondo immaginale, mondo immaginale capace di creare con quell’arricchimento ulteriori e potenti simboli, ulteriore e potente crescita anche spirituale e psicologica.

E tutto questo è un circolo,  poiché  se anche un millesimo del significato delle opere che creo può penetrare in chi guarda smuovendo qualcosa, quel millesimo di risultato sarà per me un dono centuplicato se da questo nascerà un dialogo fertile, una comprensione dell’Altro, un’apertura verso Altre visioni. Quante cose Altri occhi mi hanno fatto vedere di ciò che dipingo, di cui non avevo consapevolezza, quante cose io ho mostrato agli altri tra quelle che consapevolmente ho creato.

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